La bufala del “Gigante di Cardiff”

Nel 1869, i lavoratori intenti a scavare un pozzo in una fattoria nella piccola contea di Cardiff, nello stato del New York, scoprirono quello che sembrava essere il corpo di un antico uomo pietrificato alto circa 3 metri. La scoperta fece rapidamente scalpore nel pubblico – come è naturale che sia – e alcuni esperti scienziati ed archeologi furono inizialmente indotti a pensare che il ritrovamento, divenuto famoso con il nome di “Gigante di Cardiff”, fosse una delle più grandi scoperte storiche mai effettuate.

La storia

In realtà, si scoprì ben presto la truffa che si celava dietro quella che sembrava essere una sensazionale scoperta storica. La statua del gigante era infatti il frutto di una trovata di George Hull, un produttore di sigari ateo dello stato del New York, che viaggiava spesso per affari. L’idea gli venne in mente subito dopo aver affrontato un dibattito con un suo conoscente, un metodista protestante, riguardante uno dei molti passaggi del Libro della Genesi. Il passo in questione era precisamente il 6.4, il quale narrava l’esistenza di giganti sulla terra in un tempo storico passato. Hull, non sopportando la visione bigotta e conservatrice della sua comunità, decise quindi di dare vita ad una vera e propria provocazione, ideando la creazione di un vero e proprio gigante di pietra alto 3 metri, per suscitare stupore e ilarità tra la folla.

Il suo piano però non si fermava qui: egli pensò anche ad un eventuale profitto in denaro che questa sua bravata gli avrebbe temporaneamente assicurato e così, nel 1868, assunse alcuni scultori a Chicago per produrre una figura umana da un’enorme lastra di gesso. Il prodotto finito fu spedito alla fattoria di Cardiff di un uomo che Hull conosceva, un tale William “Stub” Newell. Passato diverso tempo, l’anno successivo Hull chiese all’amico Newell di assumere alcuni operai per scavare per lui un pozzo nel luogo in cui aveva fatto seppellire il gigante. Dopo che la figura venne portata alla luce, tramite un veloce passaparola l’intera comunità accorse per vederla di persona e Newell, approfittandosi della situazione, si appropriò del gigante e lo trasportò sotto una tenda nella propria abitazione, chiedendo inizialmente 25 centesimi di dollaro, per poi raddoppiare il prezzo a mezzo dollaro una volta appurato che le visite continuavano ad aumentare.

L’epilogo

Alcuni scienziati ipotizzarono inizialmente che il ritrovamento fosse un vero uomo pietrificato, mentre altri hanno teorizzato che si trattasse semplicemente di una statua secolare, realizzata da alcuni sacerdoti gesuiti giunti nel Nuovo Mondo, oppure di un reperto di qualche tribù indiana.

In poco tempo, tuttavia, lo stimato paleontologo Othniel Charles Marsh chiamato ad intervenire sul caso dichiarò che il gigante aveva in realtà origini molto recenti e che si trattava di un imbroglio molto ben articolato, da parte di qualcuno che aveva intenzionalmente programmato questa messinscena. Fu così che nel 1870 la bufala fu smascherata quando gli scultori analizzarono dettagliatamente la statua e si resero conto dell’imbroglio.

Imitazioni

Il gigante di Cardiff ispirerà notevoli altre bufale nel tempo, come ad esempio il Solid Muldoon, una sorta di uomo pietrificato, nel 1876; il falso uomo pietrificato del Cayuga Lake nel 1877; oppure l’uomo pietrificato della città di Creede, fatto costruire ed acquistato per 3000 dollari dal sindaco-truffatore Jefferson “Soapy” Smith e messo subito in esposizione a prezzi esorbitanti.

La vicenda ispirò nel tempo anche numerosi romanzi, film e serie-tv: Mark Twain scrisse infatti “A Ghost Story”, un romanzo in cui il gigante di Cardiff della vicenda prendeva vita dopo la morte e iniziava a perseguitare i cittadini newyorkesi. Anche la famosa novella di Howard Phillips Lovecraft, “Out of the Aeons”, menziona il gigante di Cardiff paragonandolo con delle mummie vere ed infine, più recentemente, nel 1997 la seguitissima serie-tv de “I Simpsons” ha voluto omaggiare la vicenda, creando una puntata sulla falsariga del gigante di Cardiff, intitolata “Lisa la scettica”. In essa viene narrata la scoperta di un fossile di un angelo da parte della piccola protagonista, che indagherà personalmente per poi scoprire che il ritrovamento è in verità un falso, ideato da alcuni uomini di marketing per pubblicizzare l’apertura di un nuovo centro commerciale in città.

Una vicenda attualissima insomma, che è rimasta famosa nella storia americana e che ancora oggi ispira e fa divertire chi già la conosce, incantando e illudendo viceversa tutti coloro che ancora si affidano ciecamente a simili notizie sensazionalistiche.

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